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L'AFRICA ALTERNATIVA E INCONTAMINATA IN SELF-DRIVE

Un’emozionante viaggio in completa autonomia e sicurezza da effettuare in auto, adatto anche ai bambini che lo vivranno come un bellissimo documentario sull'Africa.

KALAHARI DESERT
Finalmente in Namibia, terra di contrasti, di forti emozioni per tutti e cinque i sensi, un angolo incontaminato che raccoglie in se tutti i paesaggi africani.
Appena usciti dall'aeroporto di Windhoek ci si imbatte nell'assordante silenzio della natura africana; nonostante siamo a pochi km dalla capitale della Namibia tutto è sabbia rossa e cespugli chiamati bush. Si ritira l'auto 4x4 e si parte in direzione sud verso il deserto rosso del Kalahari. Il lodge va raggiunto assolutamente prima che faccia buio, in Africa il tempo è scandito dalla luce del sole. L'erba a bordo strada è di un giallo ocra che abbaglia e la strada è tutta per noi.

Dopo una mattinata di relax nel lodge scelto, ecco il safari guidato nell'antico deserto del Kalahari, la terra dei Boscimani, i piccoli agili cercatori e veri padroni di questa parte di Africa inospitale e difficile, dalla lingua indecifrabile. Tra una duna rosso fuoco e l'altra si estendono lingue di savana ricche di fauna: dai nidi condominio dove vivono tre generazioni di uccellini, sempre che un serpente non riesca a mangiarseli tutti, ai simpatici e saltellanti springbok, dagli struzzi alle zebre, gnu e facoceri. All'ora del tramonto, tutto si incendia di rosso, il sole scompare dall'orizzonte e come per magia il cielo si illumina di stelle.

SESRIEM-SOSSUSVLEI
Siamo ancora nella terra dove si parla Africaner, un incrocio di tedesco e olandese, ma è presto ora di infilarsi nelle piste sterrate in direzione del Namib, l'altro deserto dell'Africa australe. Attraverso aridi paesaggi, desolate vallate, immense praterie e vaste savane si raggiunge il lodge a Sesrim, ai margini del Namib desert park. Il tempo per un po' di relax ed è subito notte stellata.

Al mattino presto si raggiunge il deserto: la famosa duna 45 (la più fotografata e spettacolare del mondo), il Deadvlei (grande lago morto, depressione circondata da monumentali dune, spianata bianca puntellata di neri scheletri di albero e circondata da un muro di sabbia arancione che si staglia nel cielo azzurro), il Sossusvlei (da in cima lo sguardo spazia tra una distesa enorme di dune arancioni solcate dal rumore del vento), il Sesrim Canyon.

SWAKOPMUND
Si riparte presto, ci aspettano parecchie ore di viaggio per raggiungere l'oceano. Si supera il segnalato Tropico del Capricorno e si attraversano profonde gole che improvvisamente fendono le pianure namibiane attraverso vertiginose discese e ripidissime salite. Il paesaggio muta di continuo, prima dolci e gialle vallate, poi gole rocciose, poi immense pietraie.
Si attraversa il Naukluft Park per raggiungere le due oasi di Ganab o Hotsas, tra branchi di antilopi, zebre, struzzi e orici. Poi un'altra deviazione per ammirare le Welwitschie (specie di enormi fiori secchi radenti il suolo, tra i più antichi del mondo) e per raggiungere Moonlandscape, uno spettacolare paesaggio lunare.
Nel pomeriggio si arriva a Swakopmund, un pezzo di Germania trapiantata su questa inospitale, grigia, ventosa e nebbiosa costa atlantica, memoria dell'antica colonia tedesca.

Si raggiunge la vicina Walwis Bay, cittadina portuale adagiata su una laguna ricca di fauna ittica, ai piedi delle dune del Namib, per una crociera di un paio di ore nella bai, tra pellicani e gabbiani, flamingo, aironi, delfini e molte otarie che si ammassano lungo la spiaggia interna alla laguna di cape Pellican, lembo di sabbia piatta che si spinge nel freddo oceano Atlantico per decine di chilometri.
Qui si trasborda sui fuoristrada per una cavalcata indimenticabile tra le soffici e maestose dune di finissima sabbia chiara del Namib costiero. Di duna in duna, di sobbalzo in sobbalzo, ci si ritrova in alto, a picco sul mare, sopra a Sandwech Arbour. Verrebbe voglia di tuffarsi in mare, laggiù, un centinaio di metri più in basso. Al rientro si attraversano le saline costellate di imponenti piramidi di bianco sale.

DAMARALAND
Di buon mattino si parte in direzione di Cape Cross, dove vive una delle colonie di otarie più grandi al mondo, e poi ancora più a nord attraverso la Skeleton Coast. Qui ci si immerge nel fascino del ventoso nulla attraverso una scivolosa strada di sale e terra battuta, accerchiati da distese di sabbia, ghiaia e mare. Cosa avranno pensato gli sfortunati che, confusi dalla nebbia perenne, si arenavano in passato su questa costa invivibile? Qualche relitto di nave è ancora visibile lungo la spiaggia.
Si entra poi nella regione del Damaraland. Ad un tratto tutto cambia, si passa dal grigio nulla al giallo dell'erba fino al rosso delle falesie in arenaria delle sue montagne scolpite dall’azione erosiva del vento e delle rare ma impetuose piogge. Qui vivono gli elusivi elefanti e rinoceronti del deserto. Tra branchi di zebre di montagna, orici, springbok e struzzi si rivede l'essere umano. Ma qui i ritmi sono lenti e assonnati. Nel tardo pomeriggio si raggiunge Twyfelfontein.

Dopo la visita alle vicine pitture rupestri boscimane sulla rossa arenaria e alla antica foresta pietrificata, si parte per Palmweg, vallata abitata da elefanti di montagna, giraffe, leoni e rinoceronti. La pista è polverosa, a tratti pietrosa e parecchio ondulata. Si oltrepassa la “linea rossa”, barriera attraverso l'intera nazione che separa la zona dove le carni bovine sono certificate da quella dove non lo sono (quindi solo per sussistenza e non per commercio), in realtà separa la Namibia dei bianchi da quella dei neri.
Il pomeriggio è dedicato ad un minisafari per ammirare gli elefanti e i leoni di montagna oltre a molti altri animali del parco.

KAOKOLAND OPUWO
Ci aspetta una lunga giornata attraverso le terre selvagge dei popoli Himba ed Herero, per raggiungere Opuwo prima cittadina veramente africana, ultimo avamposto civilizzato.
Prima del passo di Juberth si attraversa il villaggio herero di Warmequelle dove le donne indossano ancora i tipici vestiti colorati con buffo copricapo ereditati dal periodo di colonizzazione tedesca di fine ottocento. La foggia degli stessi rimanda infatti agli abiti delle mogli dei primi coloni con copricapo a caramella, ma reinterpretati e colorati secondo il gusto africano.
Si incrociano poi i primi villaggi Himba, popolo seminomade che cosparge la pelle del corpo con ocra e le cui donne, di una bellezza sorprendente, hanno grandi trecce marroni, impastate e indurite con una miscela di burro, cenere e ocra rossa.
Attraverso un lussureggiante altopiano cosparso di termitai e baobab si entra nel Kaokoland, estrema regione namibiana sul confine con l'Angola. La giornata si conclude con un pomeriggio di relax nel lodge.
Si evidenzia che solo in Kaokoland è consigliata la profilassi antimalarica.

KAOKOLAND EPUPA FALLS
Si riparte alla volta delle Epupa Falls, i ragazzini Himba liberano la pista dalle loro capre, ogni tanto si vedono i loro villaggi fatti di sterco, fango e legno di Mopane.
Come per magia, finalmente si raggiunge una grande oasi di palme in fondo ad una valle, in riva al fiume Kunene che separa la Namibia dall'Angola. Ci aspetta un campo tendato nei pressi delle roboanti cascate. Un placido lento fiume africano popolato di coccodrilli, ad un tratto viene inghiottito dalla terra per cadere, per oltre settanta metri, tra le rocce. Infinite cascate cadono nella spaccatura da ogni parte tra baobat e palme ancorate alle rocce circostanti.
Nel pomeriggio si visita un cral Himba: le loro capanne, il loro modo di vivere e le loro usanze. Ormai, purtroppo, solo gli Himba di montagna resistono ancora alla penetrazione del consumismo occidentale; un’etnia che sembra destinata a perdere mano a mano la sua unicità che si è finora mantenuta grazie all'isolamento di questa estrema regione.

ETOSHA AREA
Una tappa di trasferimento verso il parco nazionale Etosha conduce a sud fino a Kamanjab per un pomeriggio rilassante al lodge con possibilità di birdwatching nel bush della savana.

ETOSHA OKAUKUEJO
Si raggiunge il parco Etosha e il lodge per la prima notte all'interno del parco. La giornata vola esplorando le varie zone del parco, tra una pozza d'acqua e l'altra, alla ricerca dei grandi animali africani. Si ammirano leoni, migliaia di springbok e zebre, orici e giraffe, gruppi di elefanti e mandrie di gnu e verso sera rinoceronti e iene.

ETOSHA HALALI
Ci si sposta in un lodge nella parte est del parco. L'esplorazione del parco si concentra nella prima mattina e nel tardo pomeriggio mentre si dedica la parte centrale della giornata al riposo nel lodge. Tra i vari animali che percorrono la savana si possono incontrare anche buffi kori, struzzi e avvoltoi, volpi, sciacalli, manguste, facoceri, kudu, dik dik e impala, ma gli avvistamenti più interessanti sono senza dubbio quelli di leopardi e giaguari.

WINDHOEK
Si lasciano le polverose piste dell'Etosha diretti a sud, tra babbuini dispettosi, per raggiungere la capitale Windhoek. Una tappa intermedia nel mercato locale di Okahndja permette gli ultimi acquisti di prodotti in legno intagliato e scolpito provenienti da tutta la Namibia.
La capitale ha tutto di una città australiana: grandi vie, palazzi alti e moderni, negozi scintillanti, viali alberati, giardini, centri commerciali e palazzi governativi.
L'indomani si riconsegna l'auto 4x4 si riparte in aereo.


ESTENSIONI FACOLTATIVE (se si ha più tempo a disposizione):

- WATERBERG PLATEAU (1 giorno)
Altopiano di arenaria, abitato dalle popolazioni boscimani e herero, dove sono presenti i rinoceronti neri e l’antilope roana, animali in via di estinzione.
- CAPRIVI (2/3 giorni)
Deviazione per il “dito” del Caprivi, stretta lingua di Namibia tra Angola, Botswana e Zimbabwe. Ambiente ricco di corsi d'acqua con ippopotami e coccodrilli.

- FISH RIVER CANYON ed il SUD (2/3 GIORNI)
Si raggiunge Luderitz e il Fish River Canyon sul confine del Sud Africa, secondo per dimensioni solo al Grand Canyon americano.

ULTERIORE POSSIBILITA’:
- ESTENSIONE MARE: varie alternative sull'Oceano Indiano,
- VISITA CASCATE VITTORIA in Zimbabwe: una delle meraviglie naturali del pianeta.
- VISITA PARCO CHOBE in Botswana: Il Delta dell’Okavango-Chobe è famoso per gli splendidi tramonti e le grandi concentrazioni di elefanti.


Durata del viaggio: da 16/18 gg

Le quotazioni variano a seconda della scelta delle strutture ricettive, alla durata del viaggio, all'operativo voli scelto.

l'autore di questo viaggio: Roberto Rella

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