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Senegal, il paese della Teranga

Vi porto in Senegal, paese della 'Teranga', che vuol dire 'ospitalità' nella lingua wolof. Ma non solo. Vuol dire accoglienza, cordialità, cortesia, sentirsi a casa, in famiglia.
Vi faccio conoscere un popolo per cui la famiglia e il rispetto per gli anziani sono ancora dei valori da difendere. Un popolo che condivide tutto, anche quello che non ha.

Dopo 6 ore circa di volo atterriamo a Dakar, capitale attuale del Senegal, città colorata e cosmopolita, dove incontriamo ragazzi vestiti all'ultima moda e Marabout con i tradizionali abiti lunghi; discoteche e centri commerciali, vicino a Moschee e suonatori di djembé.
Il cuore della città è senza dubbio Place de l'Independence, dove hanno sede tutte le principali banche e aziende. Fuori dalla Dakar caotica e anche un po' europea, troviamo i coloratissimi mercati: Sandaga dove è possibile trovare qualsiasi cosa; Tilène, più conveniente e più caratteristico, specializzato in prodotti alimentari e abbigliamento; e poi ancora il mercato di Grand Yoff, il mercato di Kermel e il mercato nazionale di Colobane. (4 notti)
Dal porto di Dakar possiamo raggiungere in chaloupe (traghetto) l'isola di Gorée, proclamata Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO nel 1978. (in giornata)
L'isola è stata per più di 3 secoli uno degli ultimi porti in terra africana della tratta degli schiavi; qui possiamo infatti trovare la 'Maison des Esclaves', la casa degli schiavi, dove sono passati migliaia di africani (donne, uomini e bambini), strappati dalla loro terra per essere portati nelle Americhe.
Una visita da pelle d'oca che sicuramente lascerà il segno!
A pochi passi da Dakar troviamo il meraviglioso Retba, il lago rosa, che deve il suo nome ad una singolare caratteristica: l'alta concentrazione di sale presente nelle sue acque favorisce la crescita di una particolare alga microscopica, la Dunaliella salina, che soprattutto nella stagione secca conferisce al lago un colore rosa intenso, creando un effetto straordinario.(in giornata)
Prossima tappa: Saint louis, l'antica capitale dell'Africa occidentale. (1 notte)
La città coloniale si divide in tre grandi aree ben distinte: i quartieri periferici installati sul continente, e due isole collegate alla terra mediante il ponte Faidherbe.
Le stradine perfettamente perpendicolari, le abitazioni color pastello, i colori vivaci delle piroghe e gli occhi curiosi della gente fanno di Saint Louis una tappa imperdibile!
Anche la città di Touba con la sua Moschea merita una visita.(1 notte)
Touba è la città santa dei musulmani murid, un luogo di pace, dove armi, sigarette, alcol e qualsiasi comportamento e abbigliamento che non rispetta i principi del Corano, è bandito. In questa città si respira proprio un clima religioso fuori dal comune, qualunque sia il proprio credo.
In Senegal infatti è sorprendente come sia pacifica la convivenza tra le diverse fedi: il 94% del paese è di fede musulmana, ma il 5% rappresentato dai cattolici si sente comunque a casa.
Questa peculiarità la troviamo anche proseguendo verso sud, dove andremo a visitare Joal Fadiouth. (1 notte)
Una parte di questa città è composta proprio dal cimitero (molto pittoresco) dove sono sepolti vicini sia musulmani che cattolici.
La città di Joal è un piccolo porticciolo di pescatori e villaggio natale di Leopold Sedar Senghor; di fronte c'è l'isola di Fadiouth, collegata da un ponte alla terraferma, costituita interamente da un accumulo di conchiglie che si sono depositate nel corso dei secoli.
Per concludere questo viaggio emozionante è possibile fermarsi lungo la petite côte (4 notti), per un po' di relax al mare, per assaggiare il cafè touba, dall'aroma penetrante, la gustosa thiéboudienne (la specialità nazionale), il bissap e il gingembre, bevande dissetanti a base di karkadé e zenzero, e il tè africano.
Il tutto accompagnato dal suono dei djembé, da una danza contagiosa e dalle chiacchiere con persone appena conosciute, ma già di famiglia!
Bon voyage!


Durata del viaggio: 11 notti (personalizzabile)

Quotazione: su richiesta

l'autore di questo viaggio: Sara Legnante

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